Referendum monito per la sinistra pantano per la Meloni
Il Referendum ha sicuramente smosso le stagnanti acque della politica italiana. Merito dei quei circa 5 milioni di elettori di solito astensionisti che hanno deciso questa volta di farsi sentire. Le conseguenza possono essere importanti per entrambi gli schieramenti
Certamente l’esito del referendum sulla magistratura è stato sorprendente per molti aspetti. Per l’affluenza, per l’entità del margine del NO, e forse più di tutto per gli elettori (si stima appunto 5 milioni) che si sono affacciati a questo appuntamento e che invece avevano disertato politiche ed europee. E che sono stati decisivi per la vittoria del NO.
Mi limito a dire – perchè analisi su questo e molti altri aspetti del voto ne troverete a bizzeffe – che sono andati a votare giovani 18-34, donne in generale, gente del Sud, nelle città ma soprattutto nelle periferie urbane. Dicono in parte nuovi elettori in parte elettori ex 5 Stelle delusi.
Comunque sia l’idea che mi sono fatto è che si tratta di un voto destinato a segnare in modo importante i destini della politica italiana e i cui effetti si stanno già vedendo. Infatti, un po’ per rabbia, un po’ per scaricarsi di responsabilità la Meloni ha già cominciato un’opera di epurazione nel suo Governo. Facendo fuori due pezzi grossi del Minitero della Giustizia che si erano contraddistinti per comportamenti e dichiarazioni diciamo così non esemplari e che probabilmente hanno contribuito alla debacle del NO.
Questa cosa succede – a voler scimmiottare un modo di dire ormai entrato nel linguaggio comune – all’insaputa del Ministro Nordio che fino a qualche ora prima aveva difeso a spada tratta i due soggetti.
Verrebbe da chiedersi en passant cosa ci sta a fare Nordio ancora al suo posto dopo le numerose brutte figure rimediate durante la campagna, dopo la pesante sconfitta di cui lui si è addossato la responsabiltà e dopo questa delegittimazione di fatto della Meloni che gli ha fatto fuori i suoi due più stretti collaboratori. Mah…
Poi l’epurazione continua con la Santanchè, già indagata per più reati, che però per 2 anni è stata tranquillamente al suo posto. Viene da chiedersi perchè farla fuori proprio ora? Che ci siano faide interne al partito della Meloni, vecchi conti da regolare ? Le domande sono lecite
Ma guardando un po’ oltre il naso quali possono essere gli scenari di rischi/opportunità che si aprono per il Governo e per l’opposizione?
Partiamo dall’opposizione. Si tratta di una grande opportunità da cogliere. Bisogna convincere quei 5 milioni di elettori che attualmente non si riconoscono nelle proposte dei partiti progressisti di andare a votare alle politiche del 2027 e di votare ovviamente per loro.
La cosa non è per nulla scontata, anzi. Credo che ci sia una lezione importante da trarre da questo voto referendario. Bisogna scaldare il cuore degli elettori con temi forti che riguardino le libertà, i diritti, non solo l’economia. In particolare per i giovani. Ma soprattutto sulla fansariga dei comitati civici per il NO, raccogliere il dissenso, l’impegno, i progetti al di fuori del perimetro dei partiti. Basta vedere il ruolo che hanno avuto sindacati ed associazioni come Cgil, Acli, Anpi, Arci, Libera, Articolo 21 e varie associazioni studentesche.
Si parte da là, dalle istanze di questa parte buona della società e si costruisce un programma che vada al di là delle pretese dei partiti. Una volta che si sono trovati dei punti condivisi, si comincia a ragionare sulla coalizione che a mio avviso dovrebbe presentarsi unita tipo Fronte progressista o giù di là e prevedere fin da subito la presenza di candidati dalla società civile assieme ad altri dei partiti. Ma i partiti devo stare A LATO di questo processo, facilitandolo non egemonizzandolo. Si può poi procedere a delle primarie di coalizione che dovranno solo essere una pura sceltà tra i candidati, direi SENZA ALCUNA CAMPAGNA ELETTORALE, una scelta fatta in base alle capacità, alla personalità ma senza scendere in inutili se non dannose diatribe verbali.
Ma avrà tempo il fronte progressista di fare tutto ciò? ovvero siamo sicuri che non si vada a votare in anticipo ? E veniamo dunque all’altro fronte. Che la Meloni abbia preso una batosta sonora, imprevista e per questo ancora più pesante, è fuori di dubbio. Cosa farà per uscirne ?
La scelta di continuare come nulla fosse è già esclusa viste le epurazioni di cui sopra. Ma basteranno ? L’impressione che il Governo stia entrando in un pantano che assomiglia ad un Vietnam è molto forte. La situazione internazionale molto critica, i problemi economici che ne derivano oltre a quelli che già esistevano e che davano comunque una crescita bassissima all’Italia, richiederebbero un Governo forte ed autorevole cosa che non sembra proprio il caso. Con molti ministri inadeguati (Tajani, Urso, Lollobrigida, etc etc), delegittimati (Nordio) o con la valigia in mano (Santanchè), con i padroni di Forza Italia eredi Berlusconi inviperiti per l’esito del referendum sulla riforma che volevano intitolare ad Memoriam, con la Lega fortemente indebolita dall’entrata in scena del partito di Vannacci e con possibili/probabili faide all’interno di FDI, la Meloni appare come un’anatra zoppa circondata da cacciatori pronti a impallinarla.
Per questi motivi, per non finire appunto impallinata e poi arrostita la Giorgia inviperita potrebbe far saltare il banco e andare ad elezioni anticipate, sfruttando comunque un consenso che – seppur in calo – ha ancora ha presso una parte dell’elettorato.
