Regionali: le Marche faranno la differenza
Sono 6 le regioni che andranno al voto in ordine sparso questo autunno. Gli esiti avranno impatto a livello nazionale? Probabilmente no, salvo il caso delle Marche.Vediamo perchè
Lo spettacolo che stanno dando i partiti in occasione delle prossime elezioni regionali d’autunno è piuttosto deprimente. Innanzitutto per una questione di razionalità organizzativa e anche di immagine nei confronti dei cittadini sarebbe stato opportuno fissarle tutte nella stessa data. E invece tutti in ordine sparso: dalle Marche a fine settembre a Veneto e Puglia che andranno a fine novembre.
Poi la scelta delle candidature in alcune regioni segna proprio il morboso attaccamento al potere di certi politici di lungo corso che non si rassegnano – fatti 2 o anche 3 mandati (come Zaia) – a togliersi dalle palle. E segna anche meschine lotte di potere interne ai partiti.
In particolare ben squallido lo spettacolo offerto dal PD in Campania dove di fatto il cacicco De Luca ha imposto le sue condizioni per poter accettare Fico come candidato del CX unito. Come a dire il perpetuarsi di un sistema di potere in termini…dinastici visto che sarà il figlio a guidare il partito in Campania….
In Puglia sempre nel PD si assiste anche lì ad una messa in scena che è un misto di questioni personali, attaccamento alla poltrona, cordate di amici da accontentare, etc. Qui da un lato Emiliano governatore uscente vuole assolutamente candidarsi, mentre dall’altro De Caro il presunto candidato del CX pone veti sulla candidatura dello stesso Emiliano e di Vendola anche lui ex presidente di regione. A che titolo porre veti sulla candidatura di Vendola poi se appartiene addirittura ad un altro partito (Verdi e Sinistra) ?
Vogliamo dire che se Atene piange, Sparta non ride? Eh sì diciamolo perchè anche nel centrodestra di squallide contrapposizioni personali e feroce attamento al potere non scherzano. Basta pensare al caso Veneto. Che è partito già con una valanga di veleni tra alleati, un vero e proprio tutti contro tutti. La Lega che ha perso nelle ultime elezioni politiche ed europee tanto consenso in Veneto a favore di FDI ha il dente avvelenato perchè di fatto è stato proprio il partito della Meloni a bocciare il terzo mandato per i presidenti di Regione, facendo fuori Zaia. Se a questo aggiungiamo il rapporto “a coltelli” tra il leader di Forza Italia Tosi – ex leghista – con Zaia ed i suoi, il quadro è completo.
E allora adesso la Lega sta facendo le barricate perchè vuole assolutamente il candidato alla presidenza della regione e Zaia vorrebbe mantenere almeno in parte il suo potere partecipando con una lista a suo nome.
Qui nonostante varie riunioni a livello locale e nazionale non riescono a trovare l’accordo. La mia netta impressione è che alla fine verrà messo un candidato della Lega di scarso peso specifico ma che verrà bocciata la lista Zaia al quale al massimo verrà concesso il ruolo di capolista. Non credo che tutto questo ambaradan sposterà molto gli equilibri del voto che è comunque scontato per il CD. Forse la presenza della Lista Zaia avrebbe portato qualche percentuale in più al centrodestra e “rubato” qualche percentuale di voto a FDI in favore della Lega. Ma nulla di sostanziale.
Ma la vera partita che secondo me avrà un peso a livello di equlibri nazionali è quella delle Marche. La prima che si gioca. Ci sono vari motivi, il primo dei quali è che è l’unica regione che può “cambiare colore” in questa tornata di elezioni. A parte la Valle d’Aosta che non fa testo, il Veneto e la Calabria votano saldamente a destra mentre Toscana, Campania e Puglia (nonostante il PD qui stia cercando di farsi hahakiri) resteranno molto probabilmente al centro sinistra. L’ unica con l’esito in dubbio sono le Marche. Qui il presidente uscente del CD Acquaroli non sembra raccogliere consensi entusiasti, diremmo ha governato senza infamia e senze lode, a parte l’infamia degli ostacoli frapposti alla Legge 194…. Il candidato del CX è un moderato del PD che è riuscito a raccogliere il cd “campo largo”. Si tratta di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro uscente che ha ben governato a quanto pare ma che è scivolato su una brutta buccia di banana finendo coinvolto se pur in via indiretta in una caso di corruzione. Comunque i sondaggi danno l’esito molto incerto.
Io penso che se il CD dovesse mantenere le Marche questo sarebbe uno slancio importante soprattutto per la Meloni ed il suo Governo. Terrebbe a bada gli alleati recancitranti soprattutto Salvini e darebbe l’impressione (sottolineo IMPRESSIONE) di una leader sempre vincente, nonostante sia al governo ormai da quasi 3 anni.
Se invece vincesse Ricci qui si aprirebbe un varco sia alle pretese degli alleati della Meloni, sia verrebbe scalfita la sua immagine di vincente, visto che si è spesa moltissimo per il suo candidato, addirittura eleggendo le Marche come ZES, cioè zona economica speciale, con molte agevolazioni, investimenti. Si tratta di un privilegio riservato di solito a zone depresse economicamente come la Sardegna o alcune zone di Campania, Sicilia e Basilicata.
Credo potrebbe veramente rappresentare la rottura di un equilibrio. Fra l’altro ci sarebbe la conferma che effettivamente il campo largo può battere il centrodestra anche in contesti difficili o competitivi.
Vediamo che succede. Il mio timore è che il vero vincitore di questa tornata elettorale sarà l’astensionismo.
