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Published on Febbraio 21st, 2005 | by Redazione MG News

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Russia: spinta ad attrarre investimenti esteri

Molti sono i meriti da attribuire al presidente Vladimir Putin dal momento in cui ha riportato la stabilità politica ed economica in Russia dopo un periodo di turbolenze e vicissitudini[…] Molti sono i meriti da attribuire al presidente Vladimir Putin dal momento in cui ha riportato la stabilità politica ed economica in Russia dopo un periodo di turbolenze e vicissitudini vissuti dal governo di Jeltsin. Le riforme di Putin hanno indotto una crescita economica del 7% nel periodo 2000-2003. Proprio per la sua valenza in campo economico sono difficili da comprendere alcune scelte di Putin nel dopo ri-elezione. In primis, le incursioni avviate nei confronti della società più grande e anche più dinamica del paese: la Yukos e in particolare nei confronti del proprietario Chodorkovskij. Allo stato attuale gli esperti hanno difficoltà a valutare l’impatto del passaggio di proprietà di quello che è rimasto della Yukos ad una società sconosciuta sul mercato petrolifero nazionale. L’eccessivo coinvolgimento del ex-proprietario Khodorkovskij nella politica russa e il suo appoggio dall’estero sono state le cause principali dell’infelice destino della Yukos anche se il governo tende a non ammetterlo pubblicamente. La tendenza ad intromettersi in quelli che sono gli affari delle società private, potrebbe vedersi confermata con quella che sembra essere destinata ad essere un’altra incursione finanziaria, questa volta nell’ambito delle telecomunicazioni. Infatti, nel Dicembre dell’anno scorso, le autorità del fisco, hanno presentato alla società di telefonia mobile Vimpelcom un conto pari a 158 milioni di Dollari di debito fiscale relativo all’anno 2001: la mossa è costata al mercato della borsa russa 10 miliardi di Dollari in un solo giorno. Gli analisti locali credono che l’azione contro la Vimpelcom è da attribuirsi alla disputa commerciale intercorsa tra Alfa Group (l’azionista di maggioranza della Vimpelcom) e il gruppo rivale legato al nome di Leonid Reiman, il Ministro russo delle Telecomunicazioni e l’alleato storico di Putin. La scarsa trasparenza e l’eccessivo interventismo da parte dello Stato potrebbe iniziare a produrre i suoi primi effetti in termini di rallentamento della crescita economica russa. Lo scorso dicembre si è svolta una tavola rotonda tra massimi esperti russi, sul tema del rallentamento dell’economia russa. Gli esperti hanno ammesso che oltre ad altri motivi esterni, il fatto che ci siano le “regole del gioco” poco comprensibili conduce imprenditori e investitori ad agire con molta prudenza. Gli stessi esperti hanno concordato sulla necessità di adottare a breve, alcune misure nell’ambito della protezione dei diritti di proprietà e a garanzia della sicurezza nel campo degli affari in modo da offrire agli investitori nazionali ed esteri un chiaro segnale d’inversione di tendenza. C’è chi infine manifesta un certo ottimismo relativamente alla situazione attuale, affermando che gli effetti dello scandalo Yukos si stia esaurendo, e che la caduta della borsa provocata dalle pretese dello stato nei confronti della Vimplecom sia ormai stato scontato dai mercati e che si è tornati ad una crescita pari a 10 punti dell’indice RTS: gli investitori stranieri sarebbero in attesa di un segnale di ripresa per intensificare gli investimenti. L’ultima parola spetterà comunque al governo di Putin, visto che importanti riforme e leggi sono ancora in cantiere, come ad es. la ristrutturazione dei grandi monopoli statali e la riforma del sistema pensionistico. Hana Weisova con la collaborazione di Ermanno DeliaAssolaw


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