Trump in competizione col papa
Una lettura semiseria del comportamento di chi si crede l’uomo più potente del mondo, in grado di decidere le sorti dell’umanità. Non sopporta l’idea – tronfio e pieno di sè com’è – che ci sia qualcuno più influente ed ascoltato di lui
Certo anche a vederli non potrebbero essere più diversi: uno dallo sguardo mite, dall’atteggiamento riservato, dai toni pacati; l’altro con lo sguardo aggressivo, l’atteggiamento tronfio e arrogante, i toni sempre sopra le righe, “belligeranti”.
Se poi parliamo delle idee, della filosofia di vita, delle scelte politiche e morali, un vero abisso divide il nuovo papa Leone XIV da Trump.
Ma una cosa appare chiarissima fin da subito: Trump ed i suoi accoliti, seguaci etc temono moltissimo questo papa, prima di tutto perchè americano, poi perchè con la forza delle sue idee e dei suoi comportamenti potrebbe “togliere la scena” al presidente USA.
Lasciamo perdere le prese di posizione, le offese, che sono state profuse da molti esponenti del cosidetto MAGA, cioè il movimento politico ideologico che sostiene Trump, ma osserviamo i suoi primi comportamenti.
Qual’è stato uno dei liet motiv si Trump nella campagna elettorale e poi nei primi giorni della sua presidenza? Pace. Lui si vuole accreditare al mondo come l’unico leader in grado di portare la pace del mondo, il conflitto in Ucraina doveva finire in 24 ore, se ricordate.
In realtà le cose sono andate in modo diverso e addirittura ai due conflitti “mondiali” precedenti, si è aggiunto uno scontro pericoloso tra India e Pakistan.
Ebbene che succede in questo scenario addirittura peggiorato rispetto a 6 mesi fa? Arriva un nuovo papa americano che propone fin da subito una PACE DISARMATA e DISARMANTE. Si tratta di una espressione fortissima che sicuramente si è impressa nella mente di centinaia di milioni di persone e che ha spiazzato Trump. Ma come questo americano è appena arrivato e vuole fare meglio di me?
Infatti ha reagito mettendo in campo tutte le sue forze diplomatiche, di persuasione economica e militare puntando a dare un segnale forte alle parti belligeranti, convincendole quantomeno ad una tregua. Intanto l’India e il Pakistan al momento si sono fermate, ma questa era la cosa più semplice.
Per quanto riguarda il Medio-oriente ha fatto indubbiamente una cosa sorpendente. Si è messo a trattare direttamente con Hamas. Sta tentando di convincere Hamas a liberare tutti gli ostaggi in cambio offrendo un qualche ruolo nel futuro di Gaza. La qual cosa ovviamente è inaccettabile per Israele; però questa proposta creerà sicuramente più di qualche mal di pancia al Governo Netanyahu.
Sull’ Ucraina la diplomazia di Trump sta cercando di mettere nell’angolo i due contendenti, costringendoli in qualche modo a incontrarsi e iniziare un negoziato che porti almeno ad una tregua. Forse questa volta qualche chance concreta esiste.
E anche se questa non è una guerra militare ma una guerra commerciale che ha comunque dei costi economici e sociali pesantissimi, sta facendo un rapido dietro front sulla questione dazi, di fatto quasi annullando quelli messi sulla Cina. Evidentemente i sondaggi di popolarità a picco e gli strali dei suoi ricchissimi finanziatori dopo i crolli della Borsa qualche effetto lo hanno prodotto.
Ecco dunque che – se non altro per una forma psicotica di competizione da parte di Trump – l’arrivo di questo papa potrebbe portare dei frutti insperati sul fronte della politica internazionale.
Che San Leone faccia il miracolo ?
