Marketing & comunicazione L’ avventura di una giovane imprenditrice del “design della comunicazione”

L’ avventura di una giovane imprenditrice del “design della comunicazione”
Scritto da Anna Rado   

Anna Rado con dei compagni di avventura ha avviato un progetto originale nel campo della comunicazione. E’ l’agenzia Manifactory.

La definizione “Design della comunicazione” per noi è quasi un manifesto perché rappresenta  l'atteggiamento con il quale ci rapportiamo al lavoro: progettuale, tecnico, funzionale ma creativo e talvolta emozionale. Esattamente come avviene per un designer di prodotto.
Partiamo sempre dal bisogno, individuiamo i limiti e indaghiamo le possibilità espressive. L'idea è l'inizio del processo, la realizzazione deve essere impeccabile affinché il risultato atteso venga raggiunto.  Il coinvolgimento in prima persona dei membri dell'agenzia sin dalla fase prima della vendita (non abbiamo rete commerciale ma affidiamo la nostra visibilità a livello mondiale al nostro stesso portfolio pubblicandolo su piattaforme come Behance dalla quale arrivano la maggior parte dei contatti) e la creatività operativa e fortemente marketing oriented sono i valori che il nome composto Manifactory vuole rappresentare.

 “Dal cucchiaio alla città” è stato il motto dirompente di Vignelli. Nel nostro caso si potrebbe dire “Dalla app allo stand”purché di grande impatto visivo! “
Si potrà trattare quindi di un progetto ben delineato e chiuso (esempio manifesto Ray-Ban per l'Agenzia Cutwater) oppure di un rapporto continuativo. I progetti che predilegiamo sono quelli a medio-lungo termine per i quali si parte da una tabula rasa o quasi (ad esempio vi invito a vedere il progetto realizzato per l'azienda Alchemist). A questo punto è chiaro che i nostri clienti si distinguono in due tipologie: aziende (BtoC soprattutto ma non necessariamente, abbiamo per clienti anche aziende del medicale o siderurgiche) e altre agenzie. Quando un'azienda, soprattutto se start-up, necessita di numerosi interventi siamo i primi a proporre un contratto d'agenzia che ci consente di dedicare tutte le energie necessarie al progetto e garantisce al cliente un investimento blindato e vantaggioso come previsto dal suo budget. Quando con un'altra agenzia si instaura un rapporto continuativo di fiducia e stima ecco che si può mettere tutto nero su bianco con un contratto di partnership. È il caso di Clockwork, straordinaria agenzia di Dubai che realizza video 3D, che ha scelto Manifactory come partner creativo con il quale presentarsi all'esigente mercato americano.

Commercializzare un oggetto, così come offrire un servizio non è più sufficiente. La comunicazione può spiegarlo, rendergli giustizia o esaltarlo. Questo vale per la brand identity, per il packaging o per una campagna stampa. Solo la miglior comunicazione permette che offerta e domanda si incontrino. Talvolta ha il potere di insinuare un desiderio, di creare un bisogno, di accendere la parte sensibile delle persone e scaturire un'emozione! Dal nostro punto di vista è straordinario e al tempo stesso terribile in termini di responsabilità. Dal punto di vista dell'azienda è un dovere che deve essere vissuto come un investimento gratificante, la ciliegina sulla torta che rende onore a tutto il lavoro che c'è dietro il prodotto finito!

I lavoro del communication designer è fatto di dedizione e passione. Si basa sulla sensibilità al bello, al provocatorio, all'originale e alle emozioni. Come ogni processo creativo l'ispirazione arriva dal vissuto, è esperienziale e frutto di studio e allenamento continuo. Solo così si può essere produttivi in fase di progettazione. 
Non si può prescindere da un buon brief e un'accurata fase di ricerca e poi ci si deve trovare a proprio agio davanti ad un foglio bianco!
La contaminazione con altri creativi è fondamentale, ecco perché le nostre porte sono costantemente aperte a stagisti, free-lance e siamo promotori di iniziative quali mostre o i Portfolio Review di Behance!

Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione, basti pensare che dal dominio della carta siamo passati all'era del digitale dalle mille sfaccettature (web, social, app, ...). La più recente manifestazione dello “street social” sta trasformando la vecchia comunicazione frontale e passiva in un'esperienza interattiva e intensiva. Gli utenti vogliono avere stimoli dai loro marchi preferiti, talvolta ne sono i primi promotori o stroncatori; l'azienda neutrale e distaccata non può dirsi al “sicuro” (brand reputation). Nel momento in cui si scende in campo però occorre farlo con continuità e cognizione di causa.
Dal punto di vista strettamente pratico le tecnologie low-cost hanno permesso di realizzare e dare visibilità a contenuti prima impensabili come la produzione di video hi-level. Così tutte le logiche di produzione sono cambiate (ad esempio si parla di campagne low-budget, di guerrilla marketing e di contest) e con la rete non sono più solo le multinazionali ad avere la possibilità di raggiungere il proprio target. Realtà di nicchia se vogliono possono fare comunicazione paragonabile alle grandi campagne.
Ciò che l'agenzia deve saper fare è orientarsi in questo mondo, individuare la strada da percorrere per raggiungere gli obiettivi e saper mettere assieme il miglior team possibile di professionisti che poi dovrà coordinare al meglio.

 Anna Radowww.manifactory.com

 


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