Ditelavostra Elly Schlein

Published on Dicembre 10th, 2024 | by Redazione MG News

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Operai disorientati e impoveriti sinistra svegliati!

Dicevamo appunto che tutti i nodi lasciati irrisolti dal Governo Meloni (e anche da quelli precedenti) stanno venendo al pettine. In  particolar modo si assiste ad un emergere di molte crisi aziendali, di difficoltà crescenti economiche degli operai i cui stipendi in termini reali sono diminuiti in questi ultimi 2-3 anni. Questo malessere sta sfociando in scioperi, proteste che qualche soggetto politico dovrebbe ascoltare.

Il caso più clamoroso è sicuramente quello di Stellantis. La casa automobilistica ex Fiat ha annunciato esuberi in vari stabilimenti italiani e sta usando cassa integrazione a go go. Dopo molte polemiche, interne ed esterne, se ne andato l’AD Tavares che ha fatto benissimo gli interessi degli azionisti distribuendo negli ultimi anni profitti record. Ma che ha invece fallito nel piano industriale soprattutto con i modelli che si producono in Italia molto sotto al livello previsto.

In questa fase si sommano problemi strutturali annosi come il livello dei salari tra i più bassi  d’Europa e la precarietà del lavoro con un aumento forte dei contratti stagionali e del part-time involontario, con la congiuntura sfavorevole per la maggior parte dei settori industriali ed in particolar modo il metalmeccanico ed il tessile. I dati sulla disoccupazione in diminuzione sono assolutamente fuorvianti perchè le ore lavorate nel corso del 2024 stanno diminuendo, segnalando più occupati ma che lavorano in media di meno!

A confermare la difficoltà dei lavoratori c’è il dato sul ricorso alla cassa integrazione che aumenta del 24% rispetto allo scorso anno.

A questo punto i 100 euro in più una tantum a Natale peraltro per un numero limitato di lavoratori e la defiscalizzazione per i redditi inferiori ai 40.000 euro confermata per il 2025 sono solo pannicelli caldi a fronte di una situazione oggettivamente grave.

C’è poi l’argomento lavoro per i giovani con il permanere di forme inaccettabili come gli stage (che mascherano il lavoro sottopagato) o i contratti a tempo determinato rinnovabili N volte, o i lavori precari senza tutela come i raiders. Senza contare che gli stipendi di ingresso in molti settori – soprattutto nei servizi – sono veramente da fame (1.000-1.200 euro al mese). Livello retributivo che con le debite proporzioni si palesa anche per figure di alto livello intellettuale come insegnanti, ricercatori, medici che infatti cercano lavoro all’estero.

Con questo scenario vi sarebbe ampio amplissimo spazio per forze progressiste che comincino a porsi in maniera seria il problema in primis dello sviluppo del paese, individuando finalmente una politica industriale credibile. E una riforma del mercato del lavoro (e del fisco) che istituisca il salario minimo, che “copra” la continua perdita del potere d’acquisto dei lavoratori, che intervenga anche nella contrattazione imponendo dei “livelli di entrata” del salario dignitosi. Contenporaneamente tassando i profitti in maniera progressiva e forte soprattutto in alcuni settori come le banche e il settore energetico.

Si vedono timidi segnali da parte di esponenti dell’opposizione come Elly Schlein, Fratoianni che sembrano tentare un approccio più diretto nei confronti dei lavoratori, soprattutto quelli in lotta per il posto di lavoro.
E qualche piccolo segnale arriva anche a livello elettorale con i partiti di Cx che in questi ultimi due mesi stanno perdendo leggermente consensi mentre si stanno consolidando soprattutto il PD e AVS che già adesso messi assieme fanno più del 30% dei potenziali elettori.

La strada è quella giusta. Bisogna fare proposte in Parlamento e fuori sui temi sopra indicati, indicando soluzioni percorribili e comprensibili ad un mondo operaio sempre più smarrito ed in difficoltà.

 

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