Blog

Published on Luglio 17th, 2025 | by Redazione MG News

0

Candidato progressista alla Regione Veneto: perchè scegliere un perdente?

A differenza di quanto avevamo auspicato in un recente articolo, il fronte progressista ha optato per una scelta di comodo rispetto al candidato alla Presidenza della Regione Veneto alle prossime elezioni. Cerchiamo di capire la logica o NON logica di questa scelta

Sgombriamo subito il campo. Giovanni Manildo è una persona assolutamente degna e stimabile, un uomo onesto dotato anche di una discreta empatia. Quindi le considerazioni che faccio sono di carattere politico e di prospettiva, non certo di carattere personale.

Ma la domanda sorge spontanea, conoscendo la storia politica di Manildo: perchè candidare proprio lui alla Regione Veneto ? Più avanti cercheremo di dare una risposta a questa domanda ma per il momento riflettiamo sulla figura politica.

Manildo è stato sindaco di Treviso nell’era post Gentilini (il sindaco-sceriffo appena deceduto) e ha incarnato per un breve periodo la voglia di novità, di un taglio nei confronti di un’era di leghismo becero che era diventata invisa anche ai trevigiani più conservatori.

E’ stato un sindaco dignitoso – si potrebbe dire senza infamia e senza lode – ma poi ripresentatosi alle elezioni del 2018 è stato strabattuto da Mario Conte, attuale sindaco di Treviso.

Da allora cioè dal 2018, quindi ormai 7 anni fa, Manildo è virtualmente scomparso dalla politica, almeno da quella che ha un qualche impatto. Ora a distanza di 7 anni riappare come candidato del CX scelto per tentare di riconquistare la Regione dopo il Regno Zaia.

Allora cerchiamo un po’ di ricostruire per quello che è emerso, come si è giunti a questa candidatura. Si è giunti dopo una serie di No da parte di diversi personaggi che erano stati contattati. Lasciamo perdere per carità cristiana l’idea assurda di Antonella Viola per fortuna tramontata in poco tempo. Erano stati sentiti informalmente invece almeno due sindaci in carica di città venete, tutti e due molto noti e stimati e tutti e due di profilo civico. Damiano Tommasi sindaco di Verona e Sergio Giordani sindaco di Padova. Ora non si sa esattamente se siano stati loro a dire di No o se ci sia stato il solito stupido ostracismo di qualcuno che voleva un candidato con la tessera PD.
Fatto sta che queste due candidature che avrebbero avuto a mio avviso un certo appeal anche nei confronti dell’elettorato moderato sono tramontate.

Si è dunque arrivati a Manildo. Prima di tentare di rispondere alla domanda Perchè, vogliamo cercare di spiegare come si sia persa una grande occasione per tentare la conquista della Regione.

Mai come in questa occasione il fronte del centrodestra si presenta diviso ed in conflitto. La Lega ha il dente avvelenato con gli alleati di Governo FDI e FI perchè si sono opposti al terzo mandato di Zaia e sanno che il Veneto è una sorta di Maginot: devono avere il candidato alla Regione. Fratelli d’Italia vuole un suo uomo alla guida della Regione perchè vuol far valere il suo peso politico. Forza Italia ha un suo candidato Tosi che ha già mostrato la sua ostilità (peraltro atavica) nei confronti di Zaia e della Lega (il suo ex-partito). E’ una guerra di tutti contro tutti e lo spettacolo che stanno fornendo è veramente squallido. Ed è il vero motivo per cui non è ancora stata decisa la data delle elezioni regionali.

Perchè allora non buttare il cuore oltre l’ostacolo ? Certo un candidato unico del centrodestra (se ci sarà..) è difficilissimo da battere. Ma perchè non provare una strada nuova ? Un candidato civico, scalto dal basso, che partendo dalle istanze dei territori, con l’aiuto di associazioni, sindacati, amministratori locali e ovviamente anche dei partiti progressisti, provi a presentare uno scenario diverso agli elettori veneti. Noi avevamo proposto come candidato Elena Ostanel, che avrebbe il profilo giusto. Almeno avessero provato a fare le primarie, in modo che la scelta la facesse veramente il popolo progressista. E invece no, la solita scelta partitica, imposta dall’alto, di un candidato sconosciuto alla stragrande maggioranza dei veneti, con uno scarso appeal, fuori dalla scena politica da molti anni.

E adesso proviamo a rispondere alla domanda. Perchè scegliere un candidato che parte battuto?
Perchè è la scelta più facile, più comoda, tanto se anche si brucia non si fa male nessun partito visto che pur facendo parte del PD, non è certo un nome in rampa di lancio, o che sta nelle gerarchie del partito come un Martella o una Moretti.
Con un nome così è anche facile raccogliere l’adesione degli altri partiti, tanto la sconfitta sta nell’ordine delle cose e nessuno si fa male.

Che peccato però così tanta codardia…

 

 

Tags: , , ,


About the Author



Torna su ↑