Analisi economico-politiche

Published on Maggio 11th, 2026 | by Redazione MG News

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La Meloni nell’angolo. Come ne uscirà?

Avevamo già scritto che il Governo Meloni dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia sarebbe entrato in una situazione di pantano, di stallo e comunque di grande difficoltà. Eravamo stati facili profeti, nonostante alcune mosse che avrebbero dovuto rimettere a galla la barca e invece….

Prima la Meloni ha provato a sbarazzarsi di alcuni personaggi scomodi come la Santanchè, Del Mastro, Bartolozzi un po’ per ridarsi una ripulita e un po’ per scaricare qualche barile di responsabilità della sconfitta referendaria. Dimenticandosi però di liberarsi di quello che è stato a detta di tutti – anche sua – il principale responsabile della sconfitta, ovvero Nordio il Ministro (si fa per dire) della Giustizia.
Ma il motivo per cui non ha “dimesso” Nordio è molto evidente; avrebbe dovuto procedere ad un rimpasto di Governo, dovendo ricontrattare poltrone con alleati alla canna del gas o incazzati e dovendo cmq tornare al Quirinale e poi in Parlamento a chiedere la fiducia.
Troppo difficile e pericoloso. Quindi avanti, azzoppati ma avanti.

Ha cercato poi di rifarsi una verginità come la donna del popolo che è dalla parte del popolo con un paio di iniziative strombazzate con tanto di conferenze stampa (che è capitato rarissime volte in quasi 4 anni). La legge sulle case popolari con i 100.000 alloggi in dieci anni (ovvero un alloggio all’anno in media per ciascun comune italiano, roba da far ridere i polli) e poi con il decreto sul lavoro che oltre a prorogare incentivi esistenti, introduce il criterio del cd “salario giusto” che sarebbe condizione necessaria per le imprese per accedere a tutte le forme di incentivi e sgravi. Al di là che non è chiarissimo cosa si intenda per salario giusto (a meno che non sia il minimo stabilito dai CCNL ed in questo caso è poco più di un’ovvietà), questo intervento è un po’ un pannicello caldo se si considera quali sono i veri problemi oggi del mercato del lavoro.
Si tratta di misure che in gran parte favoriscono le imprese e nelle tasche dei lavoratori non aggiungono un euro.

In politica estera la Meloni ha poi tentato in qualche modo di sottrarsi all’abbraccio mortale di Trump che presso tutte le opinioni pubbliche europee è visto come fumo negli occhi nonchè il principale responsabile del disastro economico che si sta innescando.
Non sapeva da che parte prendere ma per sua fortuna le è venuto in soccorso lo psicopatico d’Oltreoceano che ha attaccato in maniera pesante ed ingiustificata il Papa. Giorgia ha preso la palla al balzo ed ergendosi come paladina dei valori cristiani e cattolici ha preso le distanze dal presidente americano, il quale poi l’ha “scomunicata”.
Tutto a posto, dunque, visti anche i toni concilianti con l’Europa su tutti i fronti? Un bel tubo. Come è possibile dimenticarsi delle N volte in cui la Meloni si è sperticata in elogi su Trump e le sue politiche ? Come dimenticarsi del fatto che era considerata la “cocca” europea della Casa Bianca ? Come dimenticarsi che la Meloni lo ha addirittura candidato al premio Nobel per la pace? Come dimenticare i silenzi o addirittura le approvazioni su azioni illegittime o criminali come quelle in Venezuela e in Iran?
Difficile molto difficile dimenticarsene. Infatti i sondaggi dicono che il partito della Meloni ha perso 2-3 punti nei sondaggi e che complessivamente il cd Campo largo oggi supera il Centro destra (senza Vannacci che non fa parte della coalizione) di 1-2 punti.

Alla luce di questo anche l’altra iniziativa che si è intestata il Governo in questa fase (e di cui alla gente non frega nulla), cioè la riforma della legge elettorale, rischia di essere addirittura un boomerang perchè potrebbe favorire gli avversari.

E comunque per quanto Giorgia-anatra zoppa si possa agitare c’è ogni giorno un laccio che la stringe intorno al collo e che non la molla mai. Un nemico silenzioso che si materializza sul lato in alto a sinistra delle bollette e nei cartelli che espongono i prezzi dei carburanti.
Questi sono i nemici contro i quali la Meloni sta combattendo la sua battaglia per sopravvivere e lei lo sa benissimo. Qualcosa ha fatto ma è poco ed è in scadenza. Come il suo Governo se non cambia qualcosa in positivo sulla scena internazionale.

 

 

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