Analisi economico-politiche

Published on Giugno 10th, 2025 | by Redazione MG News

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La mobilitazione dell’elettorato deluso chiave per i progressisti

Ormai lo abbiamo capito. Sia a livello nazionale che internazionale l’astensionismo premia i partiti di estrema destra molto più bravi a creare proselitismo e fidelizzazione, soprattutto con i social e fidando dell’ignoranza crassa di una parte cospicua dell’elettorato

Il dato USA è il più eclatante. Hanno votato nel 2024 3,2 milioni di elettori in meno rispetto al 2020. Quasi tutti questi sono elettori progressisti delusi dall’amministrazione Biden (e ne avevano ben donde). Poi ci sono è vero altri 3 milioni di elettori che hanno cambiato bandiera passando da voto DEM a voto REP. Ma rimane il dato di fatto che l’astensionismo ha punito il candidato progressista.

Alle recenti elezioni presidenziali in Romania il candidato progressista – sfavorito dopo il primo turno dove aveva prevalso il candidato di estrema destra – ha vinto al ballottaggio grazie al fatto che è aumentata l’affluenza rispetto al primo turno.

Venendo alle cose di casa nostra vediamo il recente caso delle elezioni comunali di Genova.

E’ del tutto evidente che la candidata del centrosinistra che fra parentesi è di estrazione civica (vedi nostro articolo in merito), ha vinto in maniera netta – fatto ancora più importante considerando che Genova proveniva da un’amministrazione di centro-destra – grazie alla capacità di mobilitazione dell’elettorato.

I dati comparati sull’affluenza rispetto alle precedenti comunali e regionali (riferite al comune di Genova) sono eloquenti:

  • Regionali 2020: 43,98%
  • Conunali 2022: 44,1%
  • Comunali 2025: 53,46%

Quindi la Salis che è stata eletta sindaca ha recuperato circa 10 punti percentuali di elettorato. Che non è poco.

Questo dimostra quanto diversi commentarori e anche più modestamente il sottoscritto vanno dicendo da tempo. Che c’è una fetta di elettorato deluso dalla politica dei partiti ed in particolare dei partiti progressisti, che non va più a votare.
Questo favorisce i partiti di centro-destra ed in particolare quelli sovranisti e populisti che hanno una maggiore capacità di mobilitare l’elettorato utilizzando slogan di facile presa con ricette politiche semplicistiche ma che fanno presa su persone con pochi strumenti culturali o con atteggiamento passivo. Utilizzando in maniera massiccia i social che come ben sappiamo sono diventati il ricettacolo dei peggiori istinti e delle tifoserie ultras.

Quindi come può fare una ipotetica coalizione progressista a mobilitare quella fetta di elettorato (che vale abbiamo visto circa il 10%, cioè 5 milioni di elettori) che sarebbe decisiva per un successo finale anche alle elezioni politiche ?

Dare ricette semplicistiche (non cadiamo nell’errore dei populisti…) è sbagliato però alcuni considerazioni si possono fare:

  • I partiti non bastano più. Bisogna costruire una coalizione più ampia che comprenda associazioni e movimenti della società civile che sia in grado di predisporre un programma che sia realmente frutto di esigenze che partono dasl basso. Togliendo qualsiasi paletto ideologico che spesso blocca i partiti di sinistra. Ad esempio le esigenze legate ad una regolamentazione dell’immigrazione e ad una attenzione particolare a quella clandestina è diffusa ben aldilà dell’elettorato di destra. Bisogna dare risposte e non slogan.
  • Chi l’ha detto che il capo della coalizione, quindi il candidato alla presidenza del consiglio, debba essere uno proveniente da un partito? Non stiamo pensando ad un tecnico modello Draghi ma ad una personalità del mondo sociale magari anche con esperienza politica anche a livello locale o europeo che sia in grado di parlare ad una ampia fetta di elettorato, direi soprattutto ai giovani che sono la fetta più rilevante dell’astensionismo.

In sostanza i partiti, TUTTI, debbono fare un passo indietro, mettersi veramente al servizio della società , dando un segnale forte ad un elettorato deluso che altrimenti è destinato ad aumentare, portando ad una nuova sicura vittoria della destra.

 


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